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Murgia degustazione castellana grotte a Bari miglior sagrantino di Montefalco Sagrantino day, il resoconto dalla Puglia Qualche giorno fa ho partecipato ad un evento molto interessante organizzato dal Consorzio di Tutela Vini Montefalco, ossia il Sagrantino Day International, sapientemente coordinato qui in Puglia dalla Delegazione AIS Murgia. L’evento si è tenuto in contemporanea in 21 città italiane ed in alcune città estere. Un dato interessante emerso nel corso della serata ha riguardato il contenuto polifenolico di questo vino, mediamente 4174 mg/kg, il più alto tra i vini italiani, persino superiore all’Aglianico, fattore che da l’idea della potenza e della concentrazione, nonché della longevità e dunque della capacità di affinamento di questo vino. In occasione della serata, tenutasi presso il Park Hotel La Grave di Castellana Grotte, con la presenza di uno dei più esperti sommelier pugliesi, Baldassarre, si è proceduto alla degustazione di un Rosso di Motefalco e di cinque Sagrantini di altrettante aziende vitivinicole (Casale Rialto, Signe, Moretti, Antonelli e Benincasa), alcuni vinificati in barrique ed altri in botte. Inoltre a fine serata sono stati offerti dei prodotti tipici umbri accompagnati da un altro Rosso di Montefalco. Premessa l’alta qualità dei prodotti presenti, i due vini che secondo me sono risultati più interessanti sono stati quello di Antonelli, un Sagrantino 2004, e quello di Casale Rialto. Il primo, molto complesso e fine, con sentori di liquirizia, mora, vaniglia e note speziate, era un vino fresco ed asciutto con un tannino non aggressivo che lo rendeva già molto gradevole in bocca. Il vino che in particolare mi ha sorpreso è stato il secondo, presentato da Casale Rialto, caratterizzato da bocca ampia, ricca, carnosa, da una notevole finezza olfattiva con sentori di chiodi di garofano, anice stellato, humus e note minerali, con un tannino ancora molto giovane ma perfettamente apprezzabile. Credo che sia un evento che debba essere preso a riferimento anche da molti altri Consorzi per dare visibilità ad altri eccellenti prodotti enologici italiani, che così come un Brunello od un Barolo, risultano di notevole spessore ma non sono accompagnati da uno sforzo comunicativo che consenta loro di farsi apprezzare al di fuori dei confini regionali.Penso ad esempio ai nostri vini pugliesi a base di Negroamaro, e quindi le tante DOC del Salento, o ancor più ai vini a base di uva Nero di Troia, prodotti nel Nord barese e nel foggiano, che se ben lavorati nulla hanno da invidiare agli eccellenti vini che abbiamo degustato in occasione della celebrazione del Sagrantino. Un’ulteriore conferma che questa sia la via giusta per far conoscere sempre più un vino, naturalmente accompagnata dal lavoro in cantina dei vignaioli e dalla salvaguardia del territorio, nonché dal calore della gente, è testimoniato dal fatto che quello di Montefalco in breve tempo è divenuto il quinto distretto enoturistico italiano. Pubblicato da : Fabrizio Chetrì Bari (BA)
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